La Frutta di Martorana.

La frutta di Martorana nasce da una leggenda che ha come luogo un monastero, che successivamente divenne la chiesa della Martorana, prendendo il nome dalla fondatrice, al cui interno vivevano delle suore che curavano l’orto e il frutteto al suo interno con amore e devozione. Un vescovo incuriosito dalle voci che giravano su quest’orto meraviglioso decise di fargli visita, ma era inverno e gli alberi erano spogli e l’orto non offriva tanti colori allora le  monache per non deluderlo decisero di ricreare con creatività e tanta manualità,che le distingueva, i colori di un giardino d’estate. Ma come ? Bhè semplice impastando la farina di mandorle di Avola, zucchero e acqua, dando vita ad una pasta profumata, morbida e delicata con la quale ricrearono mandarini, arance, melograni, limoni, zucche, carciofi,ma anche pere, mele, carote e anche funghi, insomma qualunque ortaggio o frutto. In questo modo è nata la frutta di Martorana.

Nel tempo ha subito dei cambiamenti per migliorarne la durabilità e la morbidezza nel tempo, come l’aggiunta di sciroppo di glucosio che la rende più plastica e morbida, i frutti vengono decorati e colorati da maestri pasticceri che reputo personalmente artisti, in quanto apparentemente sembra facile, ma credetemi solo dopo anni di tentativi sono riuscita ad ad ottenere una frutta di Martorana bella e soprattutto buona.. un mio trucco? uso ancora gli stampi in gesso originali di mia nonna,che con amore conservo, ma soprattutto mi piace regalare qualcosa che ricorda la tradizione.

Saluti, Alessandra

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